Avellino-Turris, il day after: cos’è successo realmente nel tunnel del “Partenio Lombardi”

Incredibile quanto successo ieri allo stadio “Partenio Lombardi” di Avellino, ove il signor Federico Longo (sez. di Padova) si è reso protagonista nonchè emblema di un palcoscenico, quella della Lega Pro, che non è affatto nuovo a scenari tutt’altro che pragmatici e che quest’anno giá ha presentato sulla cattedra i casi come Trapani e Catania.

Quella tra gli irpini e la Turris di Franco Fabiano doveva essere un bel derby di Serie C, ma la pioggia torrenziale abbattutasi sulla città e le (in)decisioni del direttore di gara hanno dato vita ad un’ora e mezza di attesa inutile. Evitabile tranquillamente con un pizzico di determinazione. Perchè già dal riscaldamento il sintetico dell’impianto lasciava intendere la completa impraticabilità, con l’arbitro che però non ha mai effettuato un test del rimbalzo del pallone dando il via libera all’inizio della sfida nonostante i rispettivi capitani, Miceli e Di Nunzio, abbiano fin da subito palesato i propri timori. Passano però soli nove minuti prima che il fischietto si rendesse conto che non c’erano le condizioni per continuare: gara sospesa temporaneamente e tutti di corsa negli spogliatoi quindi.

Dopodichè due sopralluoghi a distanza di 50 minuti con il controllo di giocabilitá nelle zone strategiche come da regolamento; e quando tutto lasciava presagire ad un logico rinvio, ecco il dietrofront dell’arbitro che invece decreta la ripresa del match. Si rientra negli spogliatoi per poi riscendere in campo: le riserve della Turris nel frattempo si sistemano in panchina – segno evidente che è deciso di giocare – ma i compagni dopo pochi secondi li richiamano per rientrare e appena dopo ecco il triplice fischio: rinvio a data da destinarsi della gara. Sono quasi le 7 nel frattempo.

Forse sono state le conseguenze del disordine di un campionato iniziato già con mille contraddizioni logistiche; o forse è stata la pandemia da Covid-19 con cui le istituzioni del calcio stanno convivendo – già 7 turni infrasettimanali presenti in calendario – a guidare l’arbitro nell’intenzione di giocare a (quasi) tutti i costi. Fatto sta che lo scenario palesatosi ieri ad Avellino ha tutti i connotati dell’incredibile. Ed è solo l’inizio.

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