LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE FABIO BARALDI
Buonasera a tutti,
ritengo necessario intervenire per fare chiarezza e spegnere immediatamente ogni polemica riguardante la mia societa e il mio operato. Non intendo entrare nel merito delle vicende altrui: rispondo esclusivamente delle mie azioni, delle mie decisioni e delle responsabilita che ho assunto nei confronti dell’U.S. Angri 1927.
Per questo motivo, ritengo opportuno ricostruire i fatti in ordine cronologico.
Ho acquisito l’Angri agli inizi del mese di aprile. Fin dai primi giorni ci siamo messi in contatto con i gestori dello stadio Novi, che si sono mostrati immediatamente disponibili, gentili e collaborativi.
Trascorso circa un mese, raggiunto l’obiettivo della salvezza, abbiamo incontrato nuovamente i gestori per definire le condizioni economiche relative all’utilizzo dell’impianto per gli allenamenti della prima squadra. In un primo momento, il costo indicato era stato quantificato in circa 20 mila euro annui.
Passa un altro mese e veniamo convocati per una nuova riunione, alla quale partecipiamo io, mister Manna e il signor Battipaglia.
In quella sede ci viene prospettato uno scenario differente: per consentire alla prima squadra di allenarsi allo stadio Novi sarebbero stati necessari 40 mila euro annui, ai quali avremmo dovuto aggiungere i costi relativi alle lavatrici, al magazzino e alle pulizie, tutti interamente a carico dell’Angri Calcio.
Tale importo, inoltre, avrebbe riguardato esclusivamente la prima squadra, senza comprendere l’Under 19.
E inevitabilmente nato un confronto tra le parti. Al termine della discussione ci e stato raccomandato di non rendere pubbliche le ragioni del contendere, poiche i gestori temevano di essere nuovamente oggetto di critiche da parte della comunita angrese.
Come dar loro torto?
A quel punto abbiamo deciso di non svolgere gli allenamenti ad Angri e di affidarci alla struttura di Sant’Egidio.
Tengo a precisare un aspetto fondamentale: fino alla giornata di oggi nulla era stato reso pubblico in merito alla discussione relativa allo stadio. Tuttavia, ritengo che sia arrivato il momento in cui la comunita angrese debba conoscere la verita e possa valutare autonomamente i fatti.
Trascorre un altro mese e, in prossimita dell’iscrizione al campionato, diventa indispensabile ottenere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio Novi, necessario per poter disputare le partite casalinghe.
Contatto quindi i gestori, i quali mi comunicano che, senza la compilazione del modulo contenente la matricola della societa, non sarebbe stato possibile rilasciare il nulla osta.
Procedo, dunque, come richiesto.
Il giorno successivo viene diffusa la notizia relativa al titolo sportivo del Pomigliano. Dopo quattro giorni nasce un caso mediatico e, dopo cinque giorni, intervengo personalmente attraverso un videomessaggio per chiarire definitivamente la posizione della societa.
Lascio ai posteri l’ardua sentenza.
Ritengo che nulla accada per caso, cosi come faccio fatica a credere che tutti i presidenti che mi hanno preceduto non fossero nelle condizioni di sostenere economicamente l’affitto di un campo.
Penso, piuttosto, che sia troppo semplice attribuire sempre le responsabilita a chi ha ricoperto in passato la guida della societa, senza mai interrogarsi sui propri atteggiamenti e comportamenti e senza riconoscere eventuali responsabilita.
Il mio esame di coscienza l’ho fatto.
Attendo che anche altri abbiano la volonta e il coraggio di fare altrettanto.
Fino ad oggi ho soltanto dato all’Angri e non ho mai ricevuto nulla da nessuno, fatta eccezione per il sostegno e la vicinanza di poche persone, che ringraziero sempre.
Sono ancora in attesa di ricevere dai gestori una risposta alla mail inviata il 19 giugno alle ore 12:27.
Desidero, inoltre, chiarire senza possibilita di equivoci che non ho alcuna intenzione di spodestare gli attuali gestori.
Ho, pero, tutta l’intenzione di pretendere il rispetto delle condizioni, degli obblighi e delle responsabilita derivanti dall’affidamento di un bene pubblico a un soggetto privato.
Perche quello stadio rappresenta un patrimonio della comunita e, al suo interno, l’unico vero spettacolo sportivo lo portiamo in scena noi.
Nessuno puo prendere decisioni al posto mio o determinare le scelte dell’U.S. Angri 1927.
Allo stesso modo, siamo pronti in ogni momento a rendere conto del nostro operato e a certificarne la correttezza, senza aver mai esercitato pressioni o minacce nei confronti di consiglieri comunali, amministratori o rappresentanti delle istituzioni, diversamente da quanto accaduto pubblicamente qualche settimana fa.
A questo proposito, colgo l’occasione per ribadire con assoluta fermezza che qualsiasi atto intimidatorio, minaccia o comportamento volto a condizionare la nostra societa sara immediatamente segnalato alle autorita competenti.
Qualora dovessimo percepire situazioni di pericolo o minaccia all’interno di quella che consideriamo casa nostra, non esiteremo ad agire anche preventivamente, attraverso gli strumenti consentiti dalla legge, per tutelare la societa, i suoi dirigenti e tutte le persone che lavorano quotidianamente per l’U.S. Angri 1927.
Non cerchiamo scontri e non abbiamo interesse ad alimentare polemiche.
Chiediamo rispetto.
Lo stesso rispetto che abbiamo sempre garantito agli altri e che continueremo a garantire a chiunque operi con trasparenza, correttezza e nell’interesse della comunita.
Continuero a difendere l’U.S. Angri 1927, il lavoro svolto fino ad oggi e gli interessi di una societa che rappresenta quasi cento anni di storia, passione e appartenenza.
Lo faro assumendomi le mie responsabilita, mettendoci sempre la faccia e senza consentire a nessuno di decidere il futuro dell’Angri al posto nostro.
In fede,
Fabio Baraldi
Presidente U.S. Angri 1927




