Allegri si presenta al Napoli: “Aziendalista, sì. Voglio arrivare a marzo con tutti gli obiettivi ancora aperti”


Il nuovo allenatore azzurro, De Laurentiis e Manna nella conferenza di presentazione: dal mercato allo stadio, dalla gerarchia tra i portieri alla risposta alle critiche sul suo passato


Massimiliano Allegri si è presentato ufficialmente ai tifosi del Napoli, insieme al presidente Aurelio De Laurentiis e al direttore sportivo Giovanni Manna. Di seguito le dichiarazioni principali della conferenza.

Gli obiettivi della stagione

«L’obiettivo sarà arrivare a marzo con tutti gli obiettivi ancora raggiungibili», ha dichiarato Allegri, aggiungendo: «Nessuna rivincita per la scorsa annata; è stata una stagione intensa ma vincere o raggiungere obiettivi non è mai semplice. Da domani inizia una nuova stagione e si deve lavorare per fare il massimo».

Sui singoli calciatori ha preferito la cautela: «Dare giudizi sui calciatori da fuori, prima di allenarli, è difficile. Sarà importante conoscere prima tutti i ragazzi, alcuni arriveranno a ritiro iniziato, altri ad agosto».

Il mercato e la rosa

«Al mercato ci pensa la società, lavorando a stretto contatto. Dopo aver valutato la rosa, ci sarà un confronto», ha spiegato il tecnico. «Nel calcio di oggi è importante essere competitivi e sostenibili, la squadra è forte e poi vedremo cosa riusciremo a fare».

Sull’attaccante danese non ha nascosto un pizzico di autoironia: «Sono felice di avere Hojlund, l’anno scorso l’ho scansato, quest’anno l’ho preso!».

Il nuovo stadio: l’area Q8

A intervenire sul tema impianto è stato Chiavelli: «Abbiamo svolto un sopralluogo presso l’area Q8 dove è in corso una bonifica. Abbiamo di recente concluso una lettera di intenti sottoscritta con l’azienda Q8 Italia per portare avanti la fattibilità dell’impianto. La programmazione è già completata su un’altra area ma può essere trasferita sulla nuova area».

A chiudere è stato il presidente De Laurentiis, con una battuta sui numeri della futura struttura: «70.000 posti e 120 Sky box».

Il rapporto con la società e la filosofia “aziendalista”

Allegri ha rivendicato con convinzione la propria natura: «Ringrazio il presidente che ha confermato il mio essere aziendalista, per qualcuno è un’offesa, per me no! L’allenatore deve essere in simbiosi con la società, anche valutando gli aspetti economici; quindi sì, sono aziendalista».

Il presidente ha risposto sul piano dei rapporti umani: «Nei rapporti lavorativi, gli aspetti umani sono fondamentali. Creare una sintonia perfetta è decisivo in qualunque lavoro che abbia progettualità. Ci saranno momenti di confronto, idee diverse su cui confrontarsi. Quando ci saranno scazzi l’importante è essere in sintonia per gli obiettivi del Napoli».

La gerarchia tra i portieri

«Il Napoli ha due ottimi portieri e in una stagione dove si giocano 60 partite, anche chi ne gioca 15 è importante», ha detto Allegri. «Sicuramente ci sarà una gerarchia, un primo e un secondo portiere».

Manna su Vergara

Il direttore sportivo ha voluto dedicare un passaggio al centrocampista: «In un momento di estrema difficoltà, Antonio ha mostrato di avere valori importanti e ha dato lustro alla nostra identità. Ha sposato un progetto lungo e quest’anno lo abbiamo continuato, guadagnandosi il tutto sul campo».

La difesa dalle critiche

Rispondendo a un intervento che gli ricordava la retrocessione in Nazionale con 14 punti e alcuni scudetti “tolti” da allenatore della Juventus, Allegri ha ribadito: «Le mie ultime esperienze, con la Juve mi pare abbiamo vinto una coppa. Con il Milan siamo stati nei primi tre posti dalla seconda alla 37ª giornata ma non all’ultima, quanto contava».

E ancora, sul presente: «La rosa è forte, ogni annata è diversa dall’altra e Antonio ha fatto due stagioni straordinarie».

Il capitolo infortuni e il centenario

«Ho imparato una cosa: tutte le stagioni sono differenti; da fuori è impossibile giudicare e sarebbe anche una mancanza di rispetto», ha detto Allegri a proposito della gestione infortuni della passata stagione. Sul centenario del club: «L’anno del centenario lo affronto con entusiasmo, responsabilità e orgoglio. A maggior ragione tutti dobbiamo mettere qualcosa in più per raggiungere obiettivi importanti».

Uno sguardo alla Champions League

«Per me è un ritorno alla Champions, è cambiato il format e alcune grandi si sono adattate al secondo anno. Giocare otto partite offre la possibilità di recuperare», ha spiegato il tecnico, prima di chiudere con cautela: «Facciamo un passo alla volta: superiamo il girone e poi vediamo cosa succede».