Addio a Franco Baresi, se ne va a 66 anni una leggenda del calcio italiano


Si spegne un’altra icona tra le più amate del calcio italiano 


Il mondo del calcio italiano piange oggi la scomparsa di Franco Baresi, morto all’età di 66 anni. La notizia, diffusa in serata, ha lasciato sgomenti tifosi e addetti ai lavori: l’ex difensore, uno dei simboli assoluti del Milan e della Nazionale, si è spento a poche ore da quello che sarebbe stato un ennesimo giorno di normalità per un’icona che il calcio italiano considerava, in qualche modo, eterna.

Le cause esatte del decesso non sono state ancora rese note. Un dato colpisce particolarmente i tifosi: solo pochi mesi fa Baresi era stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo polmonare, operazione che sembrava essere andata a buon fine e dopo la quale l’ex capitano rossonero aveva ripreso la sua vita pubblica, presenziando ad eventi legati al mondo Milan.

Il comunicato del Milan

Il club rossonero non ha atteso a lungo per far sentire la propria voce in un momento così doloroso. In un comunicato ufficiale, l’AC Milan ha voluto ricordare la figura di Baresi con parole cariche di commozione:

“La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura.”

Parole che testimoniano quanto il legame tra Baresi e il club fosse andato ben oltre il rapporto tra un giocatore e la propria squadra, diventando un pezzo fondante dell’identità stessa del Milan.

Una vita, una maglia sola

Nato l’8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi è entrato nel settore giovanile rossonero giovanissimo, nel 1972, per poi debuttare in prima squadra pochi anni dopo. Da quel momento, e fino al ritiro nel 1997, ha vestito una sola maglia in tutta la sua carriera da professionista: quella del Milan, con cui ha totalizzato 531 presenze, un numero che racconta da solo la fedeltà a un unico colore in un’epoca in cui i grandi campioni cambiavano spesso squadra.

Soprannominato “Piscinin” per la sua struttura minuta agli esordi e poi “Kaiser Franz” in onore di Franz Beckenbauer per l’eleganza con cui interpretava il ruolo di libero, Baresi è stato il capitano della squadra che, sotto le guide tecniche di Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi, ha dominato il calcio europeo tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90. Con lui in difesa, al fianco di Paolo Maldini, Alessandro Costacurta e Mauro Tassotti, il Milan costruì quella che ancora oggi viene ricordata come una delle retroguardie più forti nella storia del calcio.

Con il club rossonero ha conquistato scudetti, Coppe dei Campioni e titoli mondiali per club, diventando il punto di riferimento assoluto per intere generazioni di tifosi milanisti. Alla fine della carriera, il Milan ha deciso di ritirare la sua maglia numero 6, un riconoscimento riservato a pochissimi giocatori nella storia del club — lo stesso numero che, come ricordato nel comunicato societario, resterà per sempre parte del DNA rossonero.

Il palmarès in Nazionale

Anche in azzurro Baresi ha lasciato un segno indelebile. Vestendo la maglia della Nazionale italiana tra il 1982 e il 1994, è considerato l’unico calciatore ad aver conquistato con l’Italia un primo, un secondo e un terzo posto ai Mondiali nel corso della propria carriera, un traguardo che sottolinea la lunghezza e la costanza ai massimi livelli del suo percorso in nazionale.

Il riconoscimento internazionale

La sua classe e il suo carisma in campo gli sono valsi un posto tra i più grandi di sempre nelle classifiche stilate da testate e organizzazioni internazionali. Baresi occupa posizioni di rilievo tra i migliori calciatori del XX secolo secondo diverse graduatorie storiche, ed è stato inserito nella FIFA 100, la lista dei calciatori più forti in vita stilata da Pelé nel marzo 2004.

Un vuoto per il Milan e per il calcio italiano

La scomparsa di Baresi segna, come sottolineano in molti in queste ore, la fine di un’epoca per il club di via Aldo Rossi. Dopo il ritiro, l’ex difensore era rimasto legato al mondo rossonero, ricoprendo anche ruoli all’interno delle giovanili del club negli anni successivi al termine della carriera da giocatore.

Il ricordo di Franco Baresi resterà legato non solo ai trofei alzati al cielo, ma anche a un modo di intendere il calcio fatto di appartenenza, sacrificio e attaccamento ai colori sociali, valori che lo hanno reso una delle bandiere più amate nella storia dello sport italiano.

Al momento non sono ancora stati resi noti dettagli su eventuali funerali o camere ardenti; aggiornamenti seguiranno non appena disponibili fonti ufficiali.