Acerrana. Rivetti, la lotta al virus e i sogni di matrimonio: “Dovevo sposarmi a giugno. Sto bene ma è dura, servono aiuti”

Qualche giorno fa è arrivato il primo caso di positività Covid-19 nel campionato dilettantistico campano. Si tratta di Raffaele Rivetti, capitano dell’Acerrana, squadra militante in Promozione (LEGGI QUI). Il giocatore nella giornata di venerdì è risultato positivo al tampone, contagiato nella casa di riposo in cui lavora, il Santuario della Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia.

Operatore socio-sanitario, Rivetti attualmente è in isolamento per evitare che continui a diffondersi il virus tra i colleghi e gli anziani: “Sto bene, sto molto bene fortunatamente – dichiara il calciatore ai colleghi di Metropolis – Sono asintomatico, ma non posso lavorare ed è questo che maggiormente mi strazia il cuore. La situazione è drammatica per tutti e qui abbiamo bisogno di aiuto. I miei colleghi sono allo stremo, lavorano incessantemente da venerdì o sabato e non hanno pause. Noi positivi siamo circa cinque o sei e non possiamo aiutare. Tutti pensano che sia stata sottovalutata la situazione, ma non è assolutamente vero – spiega Rivetti – Facciamo un lavoro particolare in cui ci vuole il contatto fisico, come facciamo a mantenere le distanze? Come facciamo a lasciarli soli? Non si può, è impossibile. Ci sono persone che hanno bisogno di aiuto, noi stessi operatori abbiamo bisogno d’aiuto, ma non c’è nessuno che se ne interessa. Non c’è nessuno che viene a darci una mano, sono gli operatori coloro che attualmente sono quelli in posizione più critica. Vengono meno le energie e non solo, ma non possiamo permetterci di perdere la pazienza, non possiamo permetterci niente perchè nelle nostre mani ci sono le vite delle persone”. Limitazioni e proroghe sembrano non fermare alcune persone: “Probabilmente anche io all’inizio sottovalutavo la situazione, ma ora è drammatica, me ne sono resa conto. Mi sembra di vivere un sogno. Dovevo sposarmi a giugno e ovviamente non lo farò, io gioco a calcio, nell’Acerrana, ero pronto a giocare la finale di Coppa Promozione ed è tutto fermo. Il popolo, ma non solo quello italiano, ma di tutto il mondo, se ne frega di tutto. Non abbiamo senso civico, c’è anarchia, ma è anche questione di intelligenza. La quarantena è dura per tutti, stare in casa è dura, ma dobbiamo farlo, dobbiamo rispettare le regole, mentre c’è ancora gente che senza intelligenza che va in giro senza preoccuparsi di niente. Dovrebbero essere attuate le punizioni e le multe, negli altri paesi ti fanno passare la voglia di trasgredire, qui no, ognuno fa i propri comodi”.

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