99^ Giro d’Italia. Capolavoro Nibali alla penultima, lo “Squalo” si prende la maglia rosa

Vincenzo Nibali ce l’ha fatto. Come accadde nel 2013 a Brescia, domani, a Torino, lo ‘Squalo’ messinese metterà in bacheca la sua seconda maglia rosa. Dopo il trionfo di ieri a Risuol, il campione d’Italia è riuscito nell’impresa di ribaltare completamente il suo Giro, definito sino a un paio di giorni fa deludente, se non fallimentare. Qualcosa è invece scattata nella testa di un campione che è tra i pochi ‘eroi’ del ciclismo ad aver conquistato Giro, Tour de France e Vuelta a Espana. E cos√¨, con l’aiuto fondamentale dell’Astana, squadra kazaka costruita per lui ma che potrebbe anche abbandonare dalla prossima stagione, il siciliano ha sfruttato l’ultima occasione giusta, la ventesima tappa, la Guillestre-Sant’Anna di Vinadio di 134 chilometri, per chiudere definitivamente i giochi. L’affermazione nell’ultima frazione alpina va al bravo estone Rein Taaramae (Katusha), capace di giungere in solitaria alla meta, ma l’attenzione dei più è a quanto capita alle sue spalle. Perch√© Nibali sta bene, benissimo, e non si scompone quando se ne va lo spagnolo Mikel Nieve, che transitando in testa al Gpm del Col de la Bonette toglie la maglia azzurra a Damiano Cunego. N√© quando è Atapuma a dare spettacolo in salita nel tentativo di staccare due scomodi compagni di squadra come Dombrowski e Visconti. Ai tre poi si aggregano anche Taraamae, che saluta e se ne va ai -14, e Kangert, che si ferma per dare una mano al gruppo Astana, trainato dal generoso Scarponi. Infatti, lo ‘Squalo’ sente l’odore della preda salendo sul Colle della Lombarda e mette davanti il suo ‘scudiero’ preferito, Scarponi, con cui divide stanza e sorte in corsa. Il marchigiano si spreme come sempre e, quando il capitano glielo chiede, si scansa per lasciarlo andare. Il messinese scatta una prima volta ai -15 portandosi dietro Valverde e Chaves, leader della generale per soli 44″. Poi da’ un’altra tirata e stavolta non ce n’è per nessuno: Kangert lo scorta ancora ma in discesa fa tutto da solo, allungando la forbice con il giovane colombiano, che capisce l’antifona e non può far altro che arrendersi. Vince Taaramae con 52″ sul colombiano Darwin Apatuma (Bmc) e 1’17” sull’americano Joseph Lloyd Dombroeski (Cannondale) Nibali è sesto ma la cosa più importante è che è finalmente in maglia rosa con 52″ di margine su Chaves e 1’17” sull’irriducibile Alejandro Valverde (Movistar), che strappa l’ultimo gradino del podio all’olandese ed ex leader Steven Kruijswijk (LottoNl-Jumbo). Significativo l’abbraccio di Nibali ai genitori di Chaves, arrivati in Italia dalla Colombia: uno spot importante per il ciclismo, che ritrova un suo fuoriclasse al quale qualche critica deve aver fatto comunque bene. Domani la carovana rosa approda a Torino per il gran finale: spazio alle poche ruote veloci ‘sopravvissute’ sin qui e alla festa di Nibali, che dopo il Giro si metterà a disposizione di Fabio Aru al Tour per poi tentare di vincere l’oro alle Olimpiadi di Rio. La sua stagione, in pratica, è appena cominciata.
(ITALPRESS).