“Sensazioni Azzurre”. Un pomeriggio di un giorno da leoni

Inserito da il 8 aprile, 2018 alle ore 7:19 pm

Un pomeriggio di sole, il primo vero caldo, ragazzi in campo sereni ma solo nell’involucro, pubblico ben disposto, ottimista, il panino nello zaino finito o mezzo mangiato, la sciarpa da legare bene sebbene il caldo, un ultimo wuozzappe alla moglie o alla compagna, o al figlio rimasto a casa.

Sembra una delle solite partite da vincere, come sa fare il Napoli. Già, c’è il Napoli: Maran e i suoi indistruttibili eroi, che già all’andata chiusero il canale di Panama lasciando a secco gli azzurri ci vogliono riprovare. Tengono, stringono, pungono, entrate sicure, spallate, muso duro, devono dimostrare di essere più bravi del Benevento, poi il gol loro nel silenzio assoluto. Lo zaino schiacciato sotto i piedi, un sorso all’acqua ormai calda, uno sguardo a chi è a fianco o dietro di te, occhi bassi, è finita, e nel modo peggiore, nessuno pensa più al rigore fallito, qui è in gioco l’orgoglio di undici ragazzi un po’ stanchi, feriti, dimessi.

Entra il Gigante buono, li sprona, il suo sorriso dolce li carica oltremodo ed egli ricambia a suo modo, si inarca in cielo ed evita la beffa amara. Meno male sarebbe stato troppo. mancano pochi minuti, al Vero Napoli sarebbero bastati, ed infatti bastano, nella mischia finale mentre stai rimettendo il pullover in spalla, ecco il ragazzino timido messo in campo per motivi di forza maggiore: area piccola, che ci fa là, non ci pensa due volte, tiro a effetto la, sulla maledetta costiera Sorrentino, oggi trafficata oltremodo da ometti in giallo, tre secondi infiniti e il pallone gonfia la rete. Boato, al porto i gabbiani hanno un sussulto, non è un urlo scudetto ma poco ci manca, tutto è in gioco ancora, il ragazzino è sommerso dai compagni, i telefonini al cielo, è il mio zaino non so più che fine ha fatto💙💙💙.

A cura di Giuseppe Giannotti

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