“Sensazioni Azzurre”. Aspettando la crescita definitiva

Inserito da il 2 novembre, 2017 alle ore 4:44 pm

Napoli come sempre si divide dopo ogni notte di pallone. Si mescolano i Rioni, le abitudini, il caffè snob con biscottino e quello preso al volo con le mani sporche di olio, si mescola il panino con la mortadella profumata e l’aperitivo dal nome straniero. Ma quando c’è da giudicare i beniamini in mutande tutti diventano come A’ Livella, e viene fuori la rabbia, la rassegnazione, l’ottimismo viscerale, i giudizi puntati come Mosè con le Tavole in mano di tutti, plebe e principi corrotti. Se fosse sempre così beh, è nell’animo umano esternare sentimenti, ma nel calcio, o meglio nel pallone tutti dimenticano pareri e giudizi il giorno dopo se le cose vanno diversamente.

Il napoletano è popolo intelligente sa applaudire e ammirare chi è più forte, ma pure etichettare chi la fortuna se l’ha porta appresso come regalo divino. Molti non ce la fanno è inutile, ma anche se la squadra la riempiono di complimenti e attestati di fiducia, ammettono che ci vuole tempo per maturare, che il calcio italiano non è mai stato così in basso tecnicamente, che si abbattono record ogni domenica, niente da fare “s’adda parlà”, ed è giusto, normale fa parte del gioco, ecco là sta la magagna, che è il gioco del calcio, quello che altera tutto, che confonde, aggrega e condiziona.

Sarri e il suo Napoli stanno per lasciare la Champions (scaramantico sono), e come già scritto purtroppo al momento è solo questione di minutaggio. Se in quei 25/35 minuti gli azzurri riescono a ottimizzare coi gol e mettere sotto l’avversario (chiunque esso sia) allora ogni defezione della difesa è superabile, se poi come ieri sera Ghoulam si fa male, ovvero la vera spinta che stava schiacciando gli inglesi ormai nervosetti, con Lorenzo ispirato allora è destino che questa squadra non debba avere Santi in Paradiso, ma accidenti manco i maledetti rimpalli giusti (vedi gol contropiede del 2 a 3), beffa invece è la freddezza (stupenda) confermata da Jorge dal dischetto, ancora una volta killer, ancora una volta inutile.

Guardiola un gran Signore ma ieri sera sbraitava pure lui (che bello il calcio), le sue parole timorose e reverenziali sul gioco azzurro stavano dando il frutto, poi alla fine si ricorda che in campo ha dei calciatori forti, tecnici e velocissimi, mentre il Napoli col generoso Maggio non poteva fare di più. Quel Maggio di pochi anni fa avrebbe sconvolto le carte in tavola anche a uno come Guardiola, che, furbetto sapeva dei limiti.

Va’ Napoli hai un sacco di rivincite da prenderti!

A cura di Giuseppe Giannotti

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