“Sensazioni azzurre”. Ancora lassù tra paure e progetti da completare

Inserito da il 6 novembre, 2017 alle ore 8:02 pm

Un’altra sosta col Napoli primo, più bello ed avvincente sarebbe stato vedere la piccola fuga azzurra ovvio, ma poteva pure andare peggio, la risorta mezza “bestia nera” del Chievo è tornata, la prima provinciale a fermare un Napoli finora perfetto, costante, cinico, utilitaristico e sempre bello da vedere. Il calcio è davvero imponderabile, ricordo le polemiche e altro contro Ghoulam contro la Juve lo scorso anno, tutti sappiamo che era sul mercato, ed ora nel bene e nel male viene giustamente osannato indispensabile per (forma, fisicità, maturità, attaccamento alla maglia, risoluzione tattica di Sarri) con la ormai mitica “catena di sinistra”.

E crediamo (per ora) peserà perfino più dell’assenza di Milik, perché a parità di stanchezza di quei tre là davanti, Ghoulam era la “benzina” di quel settore di campo, la scheggia che alimentava poi le triangolazioni e gli inserimenti atti a scombussolare le difese avversarie. La sosta arriva al momento giusto non fosse altro per permettere a Sarri di sciogliere altri dubbi sulle utilizzazioni dei suoi ragazzi. Quando leggo tipo “Se il Napoli sarà lo stesso di quei 30’ col Real o col City non c’è scampo per nessuno”. Ma come già scritto l’equazione perfetta non esiste nel pallone, e come volersi sposare, bisogna essere “almeno” in due! E col Napoli non conviene a nessuno fare la partita, ricordate la Roma? Oggi si è sbloccata proprio da quella lezione avuta in casa sua, e non per questo gli azzurri non avrebbero vinto, la differenza (oggi) e che se il Real o il City con tecnica e fortuna fanno la gara il Napoli è ancora uno step dietro (leggi monte ingaggi pure). Che Sarri sia integralista o testa dura su alcune accortezze tattiche lo sappiamo, tutti lo sono ( e lui non più ragazzino) è normale creda a quello che fa, ma questo lo ha portato ad avere il Napoli in testa alla classifica ed ammirato in Europa, e ricordate che i calciatori sono uomini in primis, e finchè il suo gruppo è fidelizzato e tutti i titolari si sentono sicuri allora “Nessuno tocchi Caino”, solo per i genitori non esistono figli e figliastri, ma nel professionismo a tutti i livelli questo non esiste, la sottile linea Maginot funziona a tutt’oggi fino a prova contraria, funziona senza gli infortunati, con Mario Rui che prova a entrare per un po’ nella storia del campionato, con Marek amato-odiato da eterno capitano a cui si perdona tutto, tutto! Con Callejon generoso fino al midollo, con Mertens lupo d’area o poco lucido, con Lorenzo che inventa o diventa molle in certe gare, con Reina distratto o spericolato tra i pali a salvare la baracca. Questo è il Napoli di oggi, una lenta lunga maturità mentale che se minata come sta accadendo può dare problemi, ma tutte le avversarie hanno magagne o intoppi mentali, bisogna aspettare e osservare se queste incideranno ora o a fine campionato, buona sosta (benedetta) a tutti!

A cura di Giuseppe Giannotti

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