Savoia. L’enfant prodige di Siano: Kevin Tulimieri si racconta

Inserito da il 19 aprile, 2017 alle ore 8:25 pm

“Il vero valore di un giocatore si vede da come gioca davanti a migliaia di tifosi”. E’ il pensiero di Kevin Tulimieri, attaccante classe ’92 del Savoia, grande protagonista dell’attuale stagione biancoscudata, con 12 gol all’attivo in 24 presenze.

Il duttile giocatore, che può occupare quasi tutti i ruoli del reparto avanzato, ha iniziato la sua carriera nella scuola calcio del suo paese, Siano per poi essere protagonista in Eccellenza, in Serie D ma anche in Serie C: “Ho iniziato nella scuola calcio del mio paese, Siano, nella Sianese. Poi all’età di 14/15 anni sono andato a Pontegnano Picentia dove ho fatto un campionato Allievi sotto età, un grande campionato per fortuna. Abbiamo perso solo nella finale dei play-off degli Allievi Regionali. Dopo di che sono stato preso dal Pescara, dove ho avuto la fortuna di giocare con grandi talenti come Marco Verratti, Babacar, Inglese. Tutti giocatori che adesso sono riusciti ad affermarsi diventando, chi più chi meno, dei campioni. Dopo l’anno al Pescara a 18 anni tornai a casa e mi chiamò il Serre, una squadra di Eccellenza che puntava a vincere il campionato. Ho giocato circa 30 partite. Per me quello è stato l’anno buono: abbiamo vinto il calcio giocando titolare e mettendo a segno dieci gol. Poi purtroppo il Serre ha dovuto vendere il titolo sportivo alla Gelbison per problemi con lo stadio, che non era idoneo ad affrontare il campionato di Serie D, e rimasi in quella che diventò la Gelbison Serre Alburini. Ho fatto altre 30 partite e 4 gol. E’ stato un altro anno molto positivo per me. Avevo 18 anni e avevo due campionati importanti alle spalle. Fui riconfermato e dopo altrettante partite e altrettanti gol fui preso dalla Nocerina. Fu l’anno della consacrazione. Con i molossi, però, ho giocato solo una partita, facendo l’esordio e poi giocando in Coppa Italia. Questo perchè purtroppo mi infortunai subito dopo il ritiro”.

Questi i primi passi di Tulimieri nel mondo del calcio, ma come ogni giocatore e tifoso anche lui ha un idolo: “L’idolo, forse anche perchè arrivo da una famiglia di tifosi napoletani è Maradona. lo è per tutti e lo anche per me, è normale, anche se ha avuto molti colpi di testa, ma per quel che riguarda il calcio giocato, sicuramente è lui. Anche io ho una “testa” particolare. Per quel che riguarda gli esempi sia con i piedi che con la testa penso a Maldini, Del Piero”. 

Giocare a calcio significa creare rapporti intensi sia con i compagni sia con gli allenatori: “L’anno scorso sono stato allenato da Sasà Marra, una bravissima persona e un grandissimo allenatore. Lui oltre che essere allenatore è stato con tutti noi un grande amico e questo credo che sia un aspetto molto importante per allenatore perchè in questo modo un giocatore dà tutto se stesso. Quest’anno ho trovato un secondo papà in Fabiano: mi sa gestire. Io sono un po’ fastidioso, sono particolare caratterialmente e lui riesce a far uscire il meglio di me. Anche in sofferenza riesco ad impegnarmi al massimo: questo è molto importante per un giocatore”. 

Il palmarès di Kevin Tulimieri racconta di esperienze nella Nocerina, nella Gelbison, nel Potenza e ora nel Savoia. Tutte piazze diverse ma che hanno come comune denominatore il calore della propria tifoseria: “Sono innamorato delle piazze calde. Con estremo umiltà ti dico che secondo me il giocatore vero si vede nelle piazze calde perchè vincere, perdere o pareggiare in una piazza che fa pochi spettatori non permette al giocatore di mettersi totalmente alla prova. Perde, pareggia o vince senza pressione e sono quotati in una maniera. Poi ci sono giocatore che in una piazza calda vengono meno o magari sono giocatori che in queste piazze danno il massimo. Chiaramente vengono quotati in maniera diversa, sono considerati in maniera diversa. Se ti dovessi fare l’esempio della Serie A: giocare nell’Empoli, con tutto il rispetto, non è lo stesso che giocare con la Juventus. Se l’Empoli perde con la Juventus non succede nulla, viceversa la tifoseria si ribella. Aumentano le responsabilità. Io preferisco e spero di fare una carriera in piazze calde, come fino ad ho avuto la fortuna di fare, togliendo Gelbison, che comunque faceva mille persone e non sono poche, e l’Aversa. Quest’ultima la piazza meno calda in cui ho giocato”. Soffermandoci proprio sulla Gelbison: tre stagioni con la maglia rossoblu, arrivato per essere protagonista: “Lì ho dovuto fare le cose subito in fretta, sono dovuto crescere in fretta e sono diventato subito un giocatore importante per loro. Mi sono sentito subito responsabile e per questo porterò sempre la Gelbiison nel cuore anche se poi le cose sono cambiate. Purtroppo sono arrivato, forse, nel suo periodo peggiore, quando i tifosi erano relativamente pochi, c’erano tifosi occasionali. Ora c’è una struttura solida tant’è che quest’anno sta facendo un campionato straordinario, occupando le prime posizioni della classifica. Ha perso qualche punto, ma prima era al terzo posto. Questo dimostra la serietà della società alle spalle della squadra. A confermarlo è anche la lotta per arrivare in Lega Pro. Un campionato straordinario in un girone molto difficile”.

Arriviamo al presente con uno sguardo al futuro: Savoia, fine campionato e aspettative per il post season: “Sicuramente mi aspetto di dare il tutto per tutto. Andremo ai play-off e dovremo vincerli. Anche se penso che i play-off siano una lotteria. Fondamentalmente sono partite secche e il rischio di perdere è alto. Magari non vince il più forte, ma chi è più fortunato. Entrano in gioco le forze mentali, oltre a quelle fisiche. Non dimentichiamo che è la fine della stagione e che proprio a fine campionato si sentono maggiormente le fatiche. Chi ha una rosa più ampia ha più possibilità di vincere, è palese questa dinamica”. La tifoseria torrese una tra le più importanti e calde del calcio campano a confermalo è lo stesso giocatore: “Mi spinge tantissimo questa tifoseria, è il dodicesimo uomo in campo. Ci sono giocatori che la pressione della tifoseria non riescono a reggerla e ne risentono in campo. Io mi ritengo fortunato sotto questo punto di vista, perchè guardare migliaia di persone che magari anche quando sbaglio mi urlano contro…non so divento un altro calciatore. Mi carica tantissimo e mi sprona tantissimo. Amo le piazze calde e avrei tante difficoltà a giocare in una piazza non calda perchè la spinta dei tifosi mi stimola tantissimo e per questo li ringrazio  e li ringrazierò sempre. Paura di deluderli? Il mestiere del calciatore è questo: se giochi bene vieni elogiato se giochi male vieni criticato. Tutto sta a come reagisci: se reagisci bene a questo tipo di pressione vieni quotato e considerato in maniera migliore altrimenti no. Se un giocatore quando viene criticato non riesce a reagire e si abbatte vuol dire che è un giocatore che vale poco. Se, al contrario, dopo le critiche si rialza e reagisce bene è un’altra categoria di giocatore. Semplicemente questo, per questo esistono giocatori fatti per le piazze calde ed altri fatti per le piazze meno calde. Il calcio, per me, si riassume così”. Dodici reti stagionali, battendo il suo record personale di marcature, in una piazza così calda: “Come ho detto prima ho giocato tanti anni in piazze calde, ma questa è la più calda. All’inizio, onestamente avevo un po’ di timore, ma lavorando piano piano e con la buona volontà mi sono detto che avrei dovuto dare tutto me stesso ed è venuta fuori una stagione molto positiva. La cosa bella è che ancora non è finita e quindi posso ancora migliorare e posso fare di più. Questo mi porta ad allenarmi con maggiore impegno. Adesso sono curioso del finale di stagione, perchè è ora che arriva il bello è la parte di stagione che conta ancora di più. Personalmente sono molto contento di quanto fatto, ma non mi basta: sono ambizioso, voglio fare ancora qualche gol e soprattutto voglio vincere. Fare gol e non vincere non servirebbe a poco, quindi voglio vincere”.

Non resta altro che augurare un finale di stagione scoppiettante per Kevin Tulimieri ed il suo Savoia, con l’auspicio del massimo traguardo: la promozione in Serie D.

Cristina Mariano

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