Paganese. Disastro totale, ma non può essere solo colpa di Favo

Inserito da il 12 novembre, 2017 alle ore 9:49 pm

Penultimo posto in classifica, peggior difesa del campionato con 23 reti subite, 10 punti ottenuti finora grazie a due vittorie, quattro pareggi e otto sconfitte. Finora è riuscita a fare peggio soltanto l’Andria, fanalino di coda del girone C: è questa la situazione della Paganese ad oggi, 12 Novembre, a circa due mesi e mezzo dall’inizio della stagione. Una situazione che probabilmente nessuno si aspettava, visti i risultati ottenuti dal club azzurrostellato la scorsa stagione.

Non se lo aspettava di certo il patron Trapani, che quest’estate aveva deciso di affidare le redini della sua squadra a Salvatore Matrecano, il quale si è dimesso dopo appena una partita di regular season. Poi ecco Massimiliano Favo, allenatore esperto che sta cercando in tutti i modi di risollevare questa situazione, che proprio durante la conferenza stampa di ieri, dopo la sconfitta nel derby con la Casertana, si è detto stufo di dover rivedere sempre gli stessi errori. Perché è qui che si trova la radice del problema: una squadra costruita con troppi giovani e pochi over esperti, con un vice, ed ex ai tempi della C1 e C2, capitano di 38 anni (trentotto) che in ogni partita da a vedere il suo attaccamento alla maglia, sempre l’ultimo a mollare.

La partita di ieri ha fatto rivedere i fantasmi di inizio stagione, quei fantasmi che sembravano esser stati scacciati dalle belle prestazioni offerte contro Monopoli e Siracusa. Persino il primo spezzone di gara contro il Catania aveva mandato segnali positivi, indipendentemente dal risultato finale. Perché ci sta perdere contro squadre che lottano per la promozione, la salvezza non è impossibile, ma serve un supporto societario che giornata dopo giornata si presenta sempre più urgente; Favo non possiede alcuna bacchetta magica, ma è un allenatore che ama il sacrificio e ama vedere i suoi uomini lottare, per questo l’obbiettivo di rimanere in Serie C non è un’utopia.

Non basta nemmeno il sacrificio però, serve anche il gioco: è per questo che la Paganese deve ritrovare i ritmi delle partite che ha vinto o in cui per lo meno è uscita dal campo a testa alta, quelle partite che potrebbero cambiare il corso di una stagione, che potrebbero scrivere un’altra pagina storica di calcio a Pagani; serve solo un sostegno da parte della società, intervenire in modo deciso nel mercato invernale e “aggiustare” la squadra (in primis il reparto difensivo, anello debole della formazione campana che non è stato correttamente rafforzato durante la scorsa campagna acquisti), cercando allo stesso tempo la massima collaborazione dagli elementi già presenti in rosa. Parola d’ordine: vietato mollare.

 

Ferdinando Gagliotti

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