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Napoli. Ancelotti: “Qui per vincere”, ADL: “Sarri e Jorginho? Tutto pronto”

Inserito da il 11 luglio, 2018 alle ore 1:49 pm

Stamani, in quel di Dimaro Folgarida, presso il teatro comunale, è andata in scena la prima conferenza stampa di Carlo Ancelotti da tecnico del Napoli. Ecco le parole dell’ex Real Madrid e Bayern Monaco: “Perché ho scelto Napoli? Il Napoli ha creduto nelle mie capacità, poi la voglia di tornare in italia e terzo un progetto interessante ed una società che ha voglia di crescere e migliorare. Tecnicamente una squadra che mi soddisfa per quello che ho visto in questi anni. Ha mostrato una filosofia di gioco interessante, vicina alle mie idee. E’ una sfida per me e l’obiettivo è sempre quello, rendere competitiva la squadra in tutte le competizioni più a lungo possibile. Se siamo dentro le tre competizioni a marzo aprile e già importante, poi si vedrà cosa succede Ronaldo? Beh, è un giocatore tra i migliori al mondo. Certamente il calcio italiano trae grande vantaggio e casualmente arrivo nell’anno in cui torna anche Ronaldo ma trae vantaggio la Juve ma anche gli altri perché sarà una motivazione in più. Se è un vantaggio avere già un gruppo con una filosofia ben definita ?E’ un vantaggio, lo stile mi è piaciuto molto, non sono qui per cancellare ciò che è stato fatto che è stato importante per i giocatori. Stile e filosofia resteranno gli stessi, poi ho le mie idee ma non s Altre telefonate per convincere qualche top player? La stampa parla di top player ma è importante mantenere la squadra così com’è e l’ho chiesto subito al presidente. I top player sono i giocatori per noi più bravi, non quelli che guadagnano di più. Io ho guardato molto le nuove leve e insieme alla società pensiamo di aver trovarlo i profili giusti. Mertens? Non credo possa fare l’ala, ma ha qualità per giocare anche tra le linee senza problemi. La Juve? Non è il potere, ma una squadra forte, sarà un avversario fortissimo, difficilissimo, ma non c’è solo la Juve, ma anche l’Inter… il calcio italiano ha mostrato molta incertezza, s’è deciso nelle ultime gare. Noi dobbiamo fare la nostra strada, non c’è solo la Juve. Deve portarci lì il più a lungo possibile, non siamo qui per pettinare le bambole, siamo qui per vincere, si parte per vincere, a nessuno piace arrivare secondi, poi la stagione dirà cosa abbiamo meritato”.

Ancelotti parla anche dei nuovi arrivati, ossia, Meret, Karnezis,Verdi e Inglese: “Meret è un talento, pensiamo questo, ha già fatto bene. Tecnicamente molto forte. Karnezis è esperto, lo aiuterà a crescere. Inglese ha fatto molto bene col Chievo, non è giovanissimo però ha potenzialità secondo me e Fabian è un giovane già completo, non può giocare davanti alla difesa ma gioca pure centro-destra essendo mancino. Verdi come Mertens è bravo a giocare nella trequarti, da quel punto di vista ho varie possibilità perché Callejon è formidabile  da esterno, in profondità, meno tra le linee. Potrò variare l’atteggiamento tattico”.

Sul Var: “Mi è sembrata un’ottima innovazione, non ci sono molti episodi contestabili, poi va migliorata l’applicazione ma è positiva per il calcio. Evita polemiche e discussioni. Fiorentina-Juve? Inter-Juve? Non mi chiedete del VAR l’anno scorso, in Germania pure all’inizio non ha funzionato bene. Mi sono stupito due anni fa col Real quando andammo fuori e anche l’Uefa la metterà…”.

Al fianco di Carlo Ancelotti vi era anche il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, il quale ha rilasciato queste dichiarazioni: “Fare un’operazione importante per diventare protagonisti? Siamo sempre stati protagonisti, gli olandesi hanno classificato il Napoli come club che ha mostrato maggiore crescita negli ultimi anni. Non si cresce con i nomi che fanno risonanza, quelle sono incursioni pericolose perché la squadra poi gioca per quel giocatore. Il calcio si gioca in 11 e finalmente ce ne sono 11 che sanno il fatto loro. Quando ho letto stamattina di Ronaldo ho fatto un tweet, welcome Ronaldo, sale e pepe nel calcio italiano. Poi mi sono adombrato perché non si cresce nell’audiovisivo. Micciché è un banchiere, lo rispetto, non è il suo mestiere, ma agli altri miei colleghi ho detto di accordarci con Sky perché abbiamo un gap di 250mln. Dovevamo accordarci per un anno così avremmo alzato le cifre, questo non mi va giù. Ad un certo punto si perde dignità negoziale”.

Su l’ex tecnico azzurro Maurizio Sarri e Jorginho, entrambi proiettati al Chelsea: “E’ in dirittura d’arrivo, poi dipende solo da lui. I miei avvocati hanno stilato un testo che è stato sottoposto ai suoi avvocati e chi vivrà vedrà. Pur considerandolo un ottimo giocatore, per il gioco di Ancelotti e prevedendo la credibilità relativa dei cinesi per Hamsik, s’è deciso di accettare le richieste che sono partite dal City e dovrò scusarmi con loro. La trattativa l’ho chiusa 15 giorni fa, risolvendo varie questioni, ma il giocatore se preferisce Londra a Manchester e lo posso capire, poi se il Chelsea lo paga di più lo posso capire di più ancora e non posso farci nulla. Jorginho al Chelsea non dipende da Sarri”.

Il patron azzurro conferma anche la permanenza dei big azzurri: “Resteranno, poi Ancelotti potrà provare tutto. Andremo a Dublino contro il Liverpool, poi a San Gallo contro il Borussia Dortmund e poi ci sposteremo a Wolfsburg e lì il mister avrà avuto la possibilità di vedere i valori e dall’11 agosto avremo diversi giorni per capire eventualmente a chi dare chi non si amalgama col gioco. Il problema è la sovrabbondanza di giocatori e Carlo mi ha detto che non vuole più di x giocatori per evitare confusione. E’ un periodo di verifica. Poi viste le richieste che abbiamo a certe cifre, questi sono top player, mica i top player sono solo vecchi rincoglioniti che guadagnano tanto. E vediamo anche quanto si rinforzeranno gli altri. Con Ronaldo poi l’asse si risposta sull’Italia mediaticamente e come valori… Io mi sono battuto per un contratto tv di un anno con opzione, ora avremmo potuto chiedere 1 miliardo e 200mln per il secondo e terzo anno e non 900″.

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