Il giorno del ritiro. Camorani, una vita per il calcio: “Vorrei giocare ancora, ma…”

Inserito da il 16 maggio, 2017 alle ore 10:52 pm
Camorani.Alfonso

Nato a Cercola, muove i suoi primi passi nel mondo del calcio nell’Avellino dai 16 ai 18 anni. Chiude la sua stagione vestendo la maglia del Nuova Ischia, in Promozione, arrivando al terzo posto e disputando i play-off, persi contro il Mons Procytha al secondo turno. Inizio e fine, ma nel mezzo tante maglie e tanta esperienza in ogni parte di Italia, in ogni categoria dalla Promozione alla Serie A. Stiamo parlando di Alfonso Camorani, centrocampista classe ’78, che oggi ha deciso di dire al calcio giocato e ha ringraziato tutte le società che hanno avuto fiducia in lui. Lo fa tramite un post di Facebook, ma la nostra redazione per celebrare la sua lunga ed importante carriera lo ha contatto per un’intervista esclusiva nella quale racconta la sua vita calcistica e i progetti per il futuro.

Ho iniziato Avellino a 13 fino ai 18 anni”, nel corso del anni ha vestito le maglie tra le quali Lecce, Salernitana, Fiorentina, Pescara, Casertana. Tanti allenatori per tante squadre: “Ne avuti tanti. Ognuno di loro mi ha insegnato tanto. Da professionista ho incontrato Simoni, Delio Rossi, Zeman, Pioli, Ezio Rossi, Mondonico, Gregucci, Galderisi. Poi anche nelle categorie non professionistiche ho incontrato allenatori bravi come Vincenzo Feola, Nutolo e  Sasa Ambrosino. Tra tutte le piazze che ho ringraziato ci sono tre che mi sono rimaste nel cuore: Salernitana, Lecce, Firenze. Ma mi sono trovato bene anche altre piazze”. E proprio da queste piazze che nascono alcuni dei suoi rimpianti: “Sarei potuto stare più Salerno e Lecce -ma in generale- Avrei potuto giocare più anni nel mondo dei professionisti”

Sud è passione, il Nord è distacco: solitamente è così che i luoghi comuni descrivono le varie parti di Italia. Caratteristiche che si applicano anche al modo di vivere il calcio:Al sud il calcio lo vivono 24 ore vivono solo per il calcio, al nord invece è tutto più tranquillo”.

Giocatore roccioso e “che non mollava mai. Lottavo su tutti i palloni. Mi piaceva tanto Gennaro Gattuso era il mio idolo e proprio a lui mi sono ispirato”. E proprio per questo motivo, come lo stesso Ringhio, non ha mai avuto la voglia di mollare e lasciare tutto. Adesso, però, arriva la dura decisione, quella di appendere le scarpette al chiodo e proseguire, sempre nel mondo del calcio, su altri lidi: “Ad oggi potrei giocare ancora, però il calcio è cambiato: il calcio adesso solo Serie A e Serie B. Per il resto nei dilettanti…c’è ne sono poche società serie”.

Per rimanere nel mondo dei dilettanti: una stagione positiva al Nuova Ischia: “Ad inizio campionato dovevamo vincere il titolo, poi se non ci siamo riusciti la colpa ce l’abbiamo noi calciatori, perché gli artefici siamo noi. E’ solo colpa nostra. Però dobbiamo fare i complimenti al Bacoli che non ha mollato. La squadra che mi ha impressionato di più, per tutto il campionato, è stato il Monte di Procida. Gioca bene ha una ottima squadra è allenato da un grande allenatore“.

Una chiosa sul futuro, sui progetti. Camorani, ricordiamo ha una scuola da circa due anni, l’ASD Alfonso Camorani ed è proprio su questa strada che il centrocampista vuole continuare: Vorrei giocare ancora, ma ho detto basta. Mi piacerebbe fare l’osservatore. A luglio comunque vado Coverciano fare il corso di allenatore”.

Il nostro in bocca al lupo più sincero a Camorani per i suoi progetti. Il calcio giocato perde un pezzo di storia molto importante.

Cristina Mariano

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