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ESCLUSIVA. Ciccio Troise: "Dalla D alla A, ogni esperienza ha la sua importanza" - Sportcampania.it

ESCLUSIVA. Ciccio Troise: “Dalla D alla A, ogni esperienza ha la sua importanza”

Inserito da il 26 novembre, 2013 alle ore 7:36 pm

Dalla Serie D alla Serie A, il sogno di tutti coloro che intraprendono la carriera di allenatore. Ciccio Troise, ex giovanili del Napoli, c’è riuscito.

La carriera da Allenatore comincia nel 2008, alla Virtus Volla, ultima squadra ad averlo come calciatore, in Eccellenza.  Passa poi all’Arzanese, sempre in Eccellenza,dove trascina la squadra campana al secondo posto in campionato e alla promozione in Serie D grazie al ripescaggio, mettendo così le basi del progetto che riporterà di lì a poco in l’Arzanese in Lega Pro. Segue poi il ritorno a Volla, con cui mister Troise ottiene il secondo posto ed i conseguenti play off.

La carriera da allenatore continua tra i dilettanti con alti e bassi tra Scafatese, Torrecuso e Terracina fino al luglio 2013 in cui arriva la chiamata inaspettata: il tecnino Giuseppe Sannino, neo allenatore del Chievo Verona, lo vuole con sé nella nuova avventura sulla panchina dei clivensi. Per Ciccio Troise si spalancano così le porte della Serie A.

In esclusiva per i propri lettori, la redazione di Sportcampania ha contattato il tecnico napoletano:

Mister dai dilettanti alla Serie A in pochi mesi. Come è stato l’impatto con la massima Serie?

“Un’esperienza unica, e anche positiva dal mio punto di vista”.

L’avventura è durata però solo 12 giornate, a causa dell’esonero di Sannino, nonostante la squadra avesse cominciato ad ottenere buoni risultati, tra cui il pareggio in casa con il Milan. Come si è spiegato quest’esonero?

“Di solito queste decisioni vanno al di là del lavoro dello staff tecnico. Il nostro principale compito è quello di aiutare l’allenatore sotto ogni punto di vista. Le considerazioni personali non hanno valenza. Siamo sicuri di aver fatto un buon lavoro, anche se in alcuni casi siamo stati sfortunati. Siamo soddisfatti di quello che abbiamo dato al Chievo dal punto di vista della professionalità. Non sempre arrivano i risultati, l’importanti è essere sicuri del buon lavoro compiuto”.

Sicuramente Sabato scorso avrà avuto modo di seguire il derby di Verona. Non è stata una partita entusiasmante, alla fine il Chievo ha meritato la vittoria.

“Anche se fosse finita in parità, ai punti avrebbe senz’altro vinto il Chievo. Ha messo in campo quel qualcosa in più per portare a casa il risultato. Sono molto contento per i ragazzi e per l’ambiente, il Chievo è una grande realtà della Serie A”.

Prima della chiamata di Sannino, per lei ci sono state varie esperienza da primo allenatore, tra cui Volla, Arzanese, Nola e Torrecuso. Tra queste quale esperienza le ha lasciato di più sia dal punto di vista sportivo che umano?

“Hanno avuto tutte una certa importanza per la mia carriera. Ognuna di queste esperienze è stata importante per me. Volla perché è stata la prima squadra dove, nel 2008, ho terminato la carriera da giocatore e iniziato quella d’allenatore. Poi l’Arzanese, sempre in Eccellenza, in cui abbiamo ottenuto un ottimo secondo posto che ci ha permesso di essere ripescati, a fine anno, in Serie D e, in cui sono state messe le base per la grande risalita della squadra napoletana. C’è stato poi il ritorno a Volla in cui abbiamo centrato i playoff arrivando secondi in campionato. A Scafati ho preso una squadra penultima in classifica e l’abbiamo portata a ridosso dei playoff e infine Torrecuso, in cui sono stato esonerato da primo in classifica”.

Da queste esperienze ho imparato una cosa importante: l’umiltà è fondamentale per chi fa questo lavoro, ed è l’unico modo per riuscire ad ottenere i risultati”.

 La sua carriera da giocatore inizia nelle giovanili del Napoli. E’ sempre rimasto molto legato a questa squadra. Come giudica il momento non proprio positivo della squadra di Benitez.

“Ogni squadra nell’arco di un campionato subisce dei momenti di calo. Anche la Juve ha avuto un periodo negativo dal punto di vista fisiologico, così come la Roma che, in questo periodo, al pari del Napoli, non è proprio brillante. Lo stesso Dortmund, avversario del Napoli in Champions, non vive un momento felice. Il campionato è lungo e la squadra di Benitez potrà dire la sua”.

 Con il Chievo alla seconda giornata ha avuto la possibilità di confrontarsi con la squadra di Benitez. Quali differenze ha notato rispetto alla squadra dello scorso anno, allenata da Mazzarri?

“Non ho avuto la possibilità di affrontare la squadra di Mazzarri. Vista dall’esterno ha sempre dato l’impressione di una squadra compatta, che basava il suo gioco principalmente sulle ripartenze. Il Napoli di Benitez è una squadra impostata di più sul fraseggio lungo e la gestione della palla. Sono due mentalità molto diverse. Ho molto apprezzato il Napoli di Mazzarri, ma quello di Benitez, visto da vicino,  mi ha molto impressionato”.

Adesso, dopo l’esperienza in Serie A quali sono i suoi progetti per il futuro?

“In questo momento ho un contratto con il Chievo. In ogni caso il nostro è un lavoro continuo. Stiamo visionando molte partite anche, anche di Lega Pro. Sono sempre in contatto con Sannino, una persona umile e molto preparata. Al momento il mio fututo è legato al suo”.

“Stasera c’è una partita importante per il Napoli, crocevia della Stagione. Gli azzurri saranno impegnati al Westfalenstadion di Dortmund per una partita importantissima che potrebbe dare agli azzurri il passaggio del turno in Champions. Un suo pronostico?

“E’ sempre difficile fare un pronostico. Io dico 2-0 per gli azzurri. L’importante è non concedere le ripartenze al Dortmund”.

Fabio Sposito

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