Bologna-Napoli. Il doppio ex Pazienza: “Qualità e continuità per gli Azzurri, merito di Sarri”

Inserito da il 6 settembre, 2017 alle ore 5:29 pm

Manca ancora poco ed il cammino azzurro in serie A potrà riprendere, dopo la pausa per le nazionali. Il Napoli torna a Bologna dopo il punteggio rotondo dello scorso anno, ma la sfida si preannuncia tutt’altro che prevedibile. Di questo ed altro abbiamo parlato con il doppio ex Michele Pazienza che ha militato nelle fila azzurre dal 2008 al 2011, vivendo diverse emozioni nel capoluogo partenopeo. Attualmente in forza al Pisa Calcio come allenatore della formazione Beretti, l’ex centrocampista azzurro, ai microfoni di Sportcampania.it, mette a nudo le sue emozioni ed esprime un parere su Napoli, Var e progetti futuri.

Michele Pazienza, domenica sarà una sfida speciale per te, Bologna contro Napoli. Ti senti di azzardare un pronostico?
“A me non piace fare pronostici, anche se i valori diversi in campo ci suggeriscono un preciso andamento della gara. E’ chiaro che il Napoli ha non solo maggiori qualità in campo, ma anche la mentalità giusta che gli consente di imporre il proprio gioco e lottare per qualcosa di importante, riuscendo a mantenere la concentrazione anche contro squadre meno forti”.

Nelle tue stagioni napoletane non ti saranno mancate emozioni. Ricordi qualche aneddoto in particolare che ti è rimasto maggiormente impresso in quel periodo? Come vivesti il tuo passaggio alla Juve dopo i trascorsi in azzurro?
“Sicuramente l’emozione più importante l’ho avuta l’anno del ritorno in Champions League. Dal momento che il Napoli veniva da diversi anni in serie B, raggiungere in seguito la Coppa Uefa e riabbracciare il calcio di altissimo livello è stata una grande sensazione, per non parlare poi dell’affetto della gente. A Napoli ho avuto i miei anni più belli, qualunque calciatore ha occasione di calcare il San Paolo resta segnato dalle emozioni uniche che il pubblico ti può dare. Riguardo il mio passaggio alla Juve non è stata una situazione facile per me, ho dovuto ragionare da professionista, a discapito del mio cuore che mi voleva ancora a Napoli. Non avendo trovato l’accordo con la società ho dovuto fare questa scelta, anche se mi sarebbe piaciuto restare a Napoli”.

Qual è la tua idea su questo Napoli, intraprendente nel gioco ma a volte non presente nei momenti clou della stagione? Cosa manca ancora, a tuo parere, per raggiungere il traguardo decisivo, avversarie permettendo?
“Credo che il Napoli stia facendo un percorso ottimo, non sono d’accordo con chi sostiene che la squadra di Sarri “stacchi la spina” nel momento clou della stagione. Le difficoltà fanno parte di un percorso di crescita che sta portando i suoi frutti, dal momento che la squadra azzurra è migliorata non solo in qualità ma in continuità. Prima il Napoli si specchiava e si innamorava di se stesso perdendo spesso punti ed occasioni importanti, invece negli ultimi tempi, specie nel finale di stagione scorsa, si sono recuperati diversi punti. Grande merito ha Sarri, che ha inciso non solo nel gioco, ma anche nel carattere della squadra. Gli altri team sono agguerriti, ma gli azzurri hanno tutte le carte in regola per poter fare bene”.

Tanto è cambiato il calco in questi ultimi anni, fra Var e maggiori quantità di denaro investite. Cosa ne pensi di queste nuove situazioni?
“Io personalmente sono a favore del Var, la vedo come una possibilità per migliorarsi ed uno strumento di aiuto per gli arbitri, anche se è un provvedimento che va studiato bene, nei minimi dettagli. Sicuramente limita molto gli errori, ma bisogna definirne bene gli usi per evitare difficoltà e polemiche. Riguardo i troppi soldi che girano nel calcio questa è una situazione che non comprenderò mai ma non voglio entrare nel merito, anche se ritengo che i responsabili debbano dare spiegazioni chiare”.

Non poteva mancare una domanda sul tuo presente, la tua nuova avventura al Pisa. Cosa si prova a stare dall’altra parte del campo? Hai un preciso sogno nel cassetto?
“E’ una sensazione diversa trovarsi dall’altra parte del campo, hai maggiori responsabilità e non devi pensare per uno, ma mettere d’accordo venticinque persone. E’ una sfida bellissima per me che vivo al cento per cento. Il mio obiettivo è di far crescere i nostri ragazzi e farli affacciare il prima possibile nel mondo degli “adulti”, fra un anno o due, facendoli sentire a proprio agio. Il mio sogno nel cassetto è di essere sempre al massimo dei livelli e di crescere gradualmente, nella maniera giusta, senza pensare in grande o bruciare le tappe. Con una crescita giusta e non frettolosa si possono raggiungere grandi obiettivi”.

Intervista a cura di Antonio De Rosa

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