Benevento. Le fortune della Strega passano da Diabatè

Inserito da il 16 aprile, 2018 alle ore 1:49 pm

Quanti rimpianti in quel di Benevento! Rimpianti per tanti errori dettati dalla mancanza di esperienza in una categoria che non ti perdona niente. I sanniti fanno un altro passettino avanti nella propria classifica, riuscendo a strappare un pareggio al Sassuolo.

La squadra di Roberto De Zerbi lascia l’amaro in bocca, non per le prestazioni, ma per i risultati. Una squadra che sbaglia tanto in difesa e a causa di questo, soprattutto viene condannata negli inferi della zona retrocessione. Un girone tutto a sè, quello dei sanniti, che avessero avuto la stessa marcia anche nella prima metà del campionato avrebbero, probabilmente, un altro posto in classifica. Quanto pesa quel mercato sbagliato e quanto pesa non aver puntato da subito su Diabatè?

Seppur Coda ad inizio girone di ritorno abbia dato il suo contributo, pesa come un macigno la non continuità e l’assenza di un vero e proprio killer instict. Aspetto questo ritrovato in Cheick Diabatè, che in sei partite giocate ha messo a segno 7 gol di cui tre doppiette. Tutti gol che in un modo o nell’altro hanno garantito il risultato utile ai sanniti. Fa eccezione solo la doppietta contro la Juventus, valsa solo per una gloria parziale contro la capolista per un momentaneo pareggio che grondava oro.

Il maliano segno con una continuità disarmante, tanto da far mordere le mani ed anche ai gomiti allo stesso De Zerbi, che appena arrivato a gennaio non lo ha preferito ad uno tra il sopracitato Coda e Iemmello. Un gol ogni 41 minuti a confermare gli altissimi numeri già fatti nel corso della sua carriera: 14 gol in 30 presenze con la maglia l’Ajaccio, 50 in 127 con il Bordeaux, 8 nelle 14 presenze con il Metz, 15 nelle 39 con la Nazionale Maliana.

Una certezza, un punto di partenza da cui partire già nella prossima stagione, indipendentemente dalla categoria. L’attaccante non strabilia con numeri di alta scuola, semplicità efficace è lo status symbol di questa prima punta che regala concretezza ad una squadra che mai come ora ne necessità.

Cristina Mariano

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